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mercoledì 22 luglio 2020

25. PADRE CARUSO E' PROCLAMATO VENERABILE




Il 5 maggio 2020, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante l’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Francesco Caruso, Sacerdote diocesano; nato a Gasperina (Italia) il 7 dicembre 1879 e ivi morto il 18 ottobre 1951;







Il Servo di Dio Francesco Caruso nacque il 7 dicembre 1879 a Gasperina (Italia), in una famiglia molto religiosa. Dopo gli studi elementari, desiderava entrare in Seminario ma, a causa delle condizioni economiche molto precarie della famiglia, non poté realizzare la sua aspirazione. Per aiutare la famiglia lavorò nei campi e, dal 1898 al 1900, come volontario prestò il servizio militare, terminato il quale chiese di entrare nel Seminario diocesano di Squillace. I Superiori rifiutarono la sua domanda, ritenendolo non idoneo ad affrontare gli studi teologici, a causa della carenza degli studi preparatori. Il Servo di Dio bussò allora al Seminario di Catanzaro, dove fu accolto. Venne ordinato sacerdote il 18 aprile 1908. L’anno successivo fu nominato parroco di Sellia Superiore, dove si dedicò all’evangelizzazione e alla cura della popolazione rurale. Nel 1912, venne scelto come Rettore del Seminario diocesano di Catanzaro. S’impegnò con tutte le sue energie alla formazione dei seminaristi: come guida del Seminario, condivise la sua vita di educatore con i giovani aspiranti al sacerdozio, puntò sulle scuole interne e su un’intensa formazione interiore. Nel 1916 venne nominato anche curato e poi parroco della piccola parrocchia di San Nicola Coracitano. Nel 1919 ricevette la nomina di Direttore Spirituale del medesimo Seminario. Nel 1923 dovette rinunciare alla parrocchia per motivi di salute e, nello stesso anno, fu nominato Canonico Penitenziere della Cattedrale di Catanzaro, dove esercitò il ministero di confessore fino alla fine della sua vita.

Il 21 novembre 1923, istituì a Catanzaro il Terzo Ordine Domenicano, per l’evangelizzazione e la formazione dei fedeli laici e, nel, 1928, lo istituì anche a Gasperina. Dal 1943, a causa del bombardamento avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale, il Servo di Dio fu ospitato nell’Istituto delle Ancelle del Buon Pastore, dove svolse – insieme al ministero di confessore nella chiesa cattedrale – il compito di Direttore Spirituale delle suore. Nel 1944 diede inizio a Bellavista di Catanzaro all’attività di accoglienza di quindici disabili e orfani, con l’apertura nel 1949 della “Casa dei Sacri Cuori”.

Il 2 settembre 1949 il Servo di Dio si ritirò a Gasperina per motivi di salute e fu ospite a casa del fratello. A causa di una emorragia celebrare morì a Gasperina il 18 ottobre 1951, all’età di 72 anni.

Il Servo di Dio fu animato da una fede eroica, luminosa e appassionata. In lui c’era la vita interiore intensa, la scienza nel campo dello spirito e nella direzione delle anime, la santità e nessuna mediocrità. Visse il ministero sacerdotale con fedeltà e disponibilità alle esigenze della diocesi, in un periodo storico segnato dai due conflitti mondiali. La sua comunione con Cristo era nutrita di costante preghiera e di generoso impegno ascetico. Nel quotidiano era guidato dal motto “Soltanto Dio e le anime”. Si offrì vittima per il bene della Chiesa e la salvezza delle persone. La sua vita interiore fu caratterizzata dalla sofferenza, forse accentuata dalla sua inclinazione allo scrupolo. Donò questo travaglio al Signore con serenità.

Pose la sua eroica speranza in Dio. Da Rettore infondeva coraggio e stimolava tutti a cercare Dio nella propria vita. Si affidava totalmente a Lui, credeva nella Sua Provvidenza e in Dio poneva tutte le sue preoccupazioni.

Generazioni di seminaristi crebbero sotto la sua saggia guida. L’impegno formativo del Seminario non lo distolse dalla direzione spirituale dei laici, in particolare dei giovani. Il confessionale, dove spesso rimaneva a disposizione dei fedeli per intere giornate, divenne il luogo in cui formava coscienze cristiane, non solo di sacerdoti e consacrati, ma anche di molti laici. Grazie all’apprezzamento che aveva suscitato in questo ambito venne nominato canonico penitenziere della cattedrale.

Eroico fu anche il suo esercizio della virtù della carità verso Dio e il prossimo. Le sue attenzioni si rivolgevano a coloro che soffrivano nel corpo e nell’animo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, si impegnò a portare sollievo e aiuto alle persone sfollate e accolse in parrocchia gli orfani e le famiglie bisognose.
La sua vita sacerdotale e il suo instancabile apostolato rappresentano l’intreccio di eroica carità verso Dio e verso il prossimo.

lunedì 4 novembre 2013

24. INAUGURAZIONE DI UN BUSTO BRONZEO DEL SERVO DI DIO PADRE FRANCESCO CARUSO A GASPERINA - 3 novembre 2013

Il busto dedicato al Servo di Dio P. Caruso

Il parroco di Gasperina  Don Carmelo Fossella saluta le autorità e illustra la vita di P. Caruso


P. Caruso è vissuto 2 anni ed è morto nella casa con le coperte alle finestre


Padre Pasquale Pitari illustra l'iter della Causa di beatificazione di Padre Caruso


L'Arcivescovo Mons. Vincenzo Bertolone  (con accanto Don Innocenzo Lombardo) illustra il significato della celebrazione

Cliccare sopra per ascoltare le parole dell'Arcivescovo


Eccellenza Reverendissima,
la comunità di Gasperina vede nella Sua odierna presenza un segno forte di quanto la Chiesa cattolica sia attenta all'opera evangelizzatrice di don Caruso.
Gasperina, come Lei ben potrà immaginare, ha sempre coniugato la propria vita sociale con le fondamenta religiose del cattolicesimo. In alcuni tratti storici non si comprende dove si interrompa la vita religiosa di questo paese per dare inizio alle altre sfaccettature che una comunità vive; è un continuo che ha permesso di avere identità serie e durature.
Don Caruso, pertanto, si forma in questo contesto.
Oggi, la sua opera viene a rappresentare un riferimento sicuro in un mondo che, correndo verso una forte secolarizzazione, con confusione ha saputo sostituire alcune nobili categorie valoriali con altre di ordine pratico di fattura decisamente minore. Papa Francesco nella sua ultima intervista a "La Civiltà cattolica" ha parlato della sua visione della Chiesa "come un ospedale da campo dopo la battaglia"; ma è la società intera piena di feriti proprio perché tutti abbiamo abbandonato approdi sicuri. Questa è la battaglia che la contemporaneità ha perso. Siamo tutti feriti senza distinzione di credo religioso o politico.
La testimonianza di don Caruso fa riemergere dalla confusione concetti come giusto, bello, buono, vero, sacro che, dinanzi all'odierno pensiero dell'utile, appaiono non più il fine primario, ma, nella migliore delle ipotesi, un'appendice dignitosa, poco stimati, giudicati un prodotto intellettuale ozioso e antiquato.
Eccellenza Reverendissima, la ringrazio ancora una volta, a nome del Consiglio Comunale e dell'intera Comunità gasperinese per questa Sua preziosa presenza, nella speranza che l'opera di don Caruso possa aiutarci meglio a mettere in moto quel "discernimento", tanto caro a papa Francesco e tanto utile a tutti noi per poter guarire dalle nostre ferite.

La nipote di P. Caruso Franceschina svela il busto bronzeo

I famigliari di Padre Caruso che lo hanno assistito fino alla morte


Benedizione del busto

Per Gasperina è stato un giorno memorabile il tributo al loro grande concittadino